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Il festival di Sanremo fu inventato a Napoli

Scritto il 03/02/2020
da Niro Pino


Il festival di Sanremo fu inventato a Napoli. Un’ipotesi campata in aria? Più no che sì. Anzi, decisamente no se si considera il concorso come una ribalta per promuovere canzoni. In pratica, quello che fece Ernesto Murolo nella città ligure con vent’anni d’anticipo rispetto alla prima edizione della kermesse. Infatti, il poeta organizzò Festival Napoletano, uno spettacolo pensato per promuovere il repertorio musicale partenopeo. E non solo.

IL FESTIVAL DI SANREMO DI NAPOLI

L’ipotesi del festival di Sanremo inventato a Napoli si basa su una manifestazione andata in scena a Natale del 1931. Per la precisione, si svolse dal 24 dicembre di quell’anno al 1° gennaio 1932. Dove? All’interno del Casino Municipale della cittadina cioè in quella che sarebbe stata la prima sede del Festival di Sanremo. Murolo la mise in piedi in collaborazione con Ernesto Tagliaferri, che fu anche direttore d’orchestra.

Da un punto di vista organizzativo, il Festival Napoletano vide un’altro protagonista importante: il commendatore De Santis, direttore del Casinò. Lo storico della canzone napoletana Ciro Daniele ha spiegato che il suo ruolo fu decisivo. Era napoletano e volle proporre uno spaccato della sua città natale a Sanremo. Dunque, è anche a lui che si deve l’idea di questo Festival di Sanremo made in Napoli.

Napoli
Foto di una scena del festival pubblicata su un giornale dell’epoca

IL PROGRAMMA E IL CAST DEL FESTIVAL NAPOLETANO

All’happening partecipò un nutrito gruppo di cantanti, guidati dai due promotori. La scenografia era incentrata sulla ricostruzione teatrale di una trattoria di campagna. Dal canto loro, le 23 canzoni proposte rappresentavano una sorta di best of della produzione musicale partenopea.

Il programma di questo festival di Sanremo ante litteram e made in Napoli proponeva un repertorio antologico. In pratica, la scaletta metteva insieme successi planetari, come ‘O sole mio e Torna a Surriento, e canzoni oggi poco note. Brani che all’epoca, però, avevano incontrato il gradimento del pubblico. Tipo ‘A surrentina dei fratelli De Curtis o ‘Mbraccio a mme composta proprio da Murolo e Tagliaferri. Così come Nuttata napulitana di Nicola Valente e Carcioffolà musicata da Eduardo Di Capua.

Il cast dei cantanti annoverava interpreti di assoluto valore. Uno dopo l’altro si esibirono Nicola Maldacea, Ada Bruges, Mario Massa, Ferdinando Rubino e Carlo Buti, solo per citarne alcuni.

Festival Napoletano
Altra foto di scena del festival pubblicata su un giornale dell’epoca

NON UN CONCORSO MA UNA VETRINA PROMOZIONALE

A differenza del format poi adottato, il Festival di Sanremo made in Napoli non fu una gara di brani inediti. L’idea del concorso non fu presa in considerazione, anche perché alcune canzoni avevano già fatto il giro del mondo. Il Festival Napoletano fu pensato come una vetrina promozionale e, non a caso, si svolse nel periodo natalizio.

Fatta questa precisazione, però, rimangono le tante analogie con il Festival di Sanremo inventato nel 1951. Lo stesso luogo, il Casipolinò Municipale, dove si svolsero le prime edizioni. La presenza dell’orchestra. Il concetto stesso di vetrina promozionale. Insomma, una serie di elementi far considerare quella manifestazione nata a Napoli come l’origine del Festival di Sanremo.

È lecito supporre che il Festival Napolitano riscosse un buon successo. Questo almeno lascia intendere un raro depliant, presente negli archivi della Fondazione Bideri. Sulla sua copertina, infatti, è presente la data Aprile 1932: un’indicazione temporale che è sinonimo di una seconda edizione. Fu una replica a grande richiesta? Molto probabile.

Copertina del depliant dell’edizione Aprile 1932.