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Napulitanata, la casa della canzone napoletana

Scritto il 09/02/2020
da Niro Pino


Napulitanata ovvero la risposta ad una domanda ricorrente: perché a Napoli non c’è un locale che propone canzoni napoletane? Ebbene, il locale di cui molti lamentano la mancanza esiste dal 2017. È situato proprio di fronte il Museo Archeologico Nazionale, ha la forma di un accogliente sala da 50 posti. E, in soli due anni di attività, ha già registrato il numero record di 12.000 spettatori. Quel posto si chiama, appunto, Napulitanata, come una delle più belle canzoni di Salvatore di Giacomo.

Spartito di Napulitanata

Spartito di Napulitanata

NAPULITANATA PRESENTATA DA MIMMO MATANIA

Per capire meglio cos’è Napulitanata abbiamo incontrato uno dei fondatori, Mimmo Matania. Ecco cosa ci ha raccontato di quest’iniziativa a suo modo storica.

Com’è nato il progetto Napulitanata?

Dalla precisa volontà di creare uno spazio dove ascoltare stabilmente canzoni napoletane, quelle che hanno fatto la storia della musica. Con Pasquale Cirillo, pianista e cofondatore di Napulitanata, chiacchieravamo spesso di quest’idea, poi dalle chiacchierate siamo passati ai fatti. La complementarietà delle nostre competenze è stato sicuramente il nostro punto di forza. Lui pianista, diplomato al Conservatorio di Napoli e con orecchio assoluto. Io fisarmonicista con laurea in Management dei Beni culturali, con tesi in musicologia proprio sulla Canzone Napoletana.
Siamo partiti da qui per presentare al Comune di Napoli il progetto di recupero di un deposito fatiscente della Galleria Principe di Napoli. Poi le ricerche. Ed i viaggi per conoscere i tablao spagnoli e le case de fados portoghesi per riportare quelle esperienze nel nostro territorio. Dopo tanta burocrazia, finalmente l’apertura di Napulitanata il 28 aprile 2017.

Quali sono le idee che guidano le vostre scelte artistiche?

L’idea principale è quella di conferire al patrimonio musicale napoletano una dignità culturale. Crediamo sia questo il punto di partenza per qualsiasi progetto che riguardi la canzone napoletana. Se ripetiamo che “in Portogallo valorizzano il fado” e a Napoli facciamo poco per la nostra musica, chiediamoci il perché. Dunque, dignità culturale e rispetto filologico per quello che proponiamo: sono queste le linee guida delle nostre scelte artistiche.

Com’è organizzata la vostra programmazione musicale?

Napulitanata è uno spazio in cui si esibisce un collettivo musicale. Lo abbiamo formato sulle base delle nostre relazioni artistiche. Abbiamo coinvolto musicisti ed interpreti per i loro requisiti professionali e per i loro profili umani. In termini di repertorio, eseguiamo canzoni composte tra la fine ‘800 e la metà del ‘900. Proponiamo, poi, concerti incentrati sulla musica popolare campana che si è diffusa per via orale. Per partecipare alle nostre serate basta iscriversi e prenotarsi sul sito www.napulitanata.com. L’ingresso è di 10€ comprensivo di un drink.

Il pubblico quale motivo di interesse trova nella canzone napoletana?

Il nostro pubblico è composto da tanti turisti. Dopo due anni di attività, il paradosso è che ci conosce più chi è in visita a Napoli che non i napoletani stessi.  Quando si propongono spettacoli per turisti, il rischio più grande è vendere paccottiglia. I nostri spettatori, invece, apprezzano il profilo musicale della nostra offerta, ma anche l’originalità del progetto. Colpisce il fatto che siamo giovani napoletani che suonano la musica della loro terra, senza maschere di Pulcinella né abiti goffi e inverosimili.

Per questo motivo il nostro pubblico è molto trasversale, anche dal punto di vista anagrafico. Sempre più giovani partecipano alle nostre serate. Perfino scolaresche in viaggio d’istruzione, certe di vivere un’esperienza memorabile con la “musica del territorio che stanno visitando”. A volte basta poco per rendere musica viva “canzoni vecchie più di 100 anni”: non ci vuole molto per rendere attraente la cultura vera!

Il pubblico napoletano come reagisce?

Anche i napoletani vanno via stupiti. Conta il fatto di trovarsi immersi in un’atmosfera surreale.  con tre quarti di pubblico composto da stranieri, che restano a bocca aperta ascoltando la nostra musica. È come se hai un ospite a casa e vuoi fare bella figura, uguale! Da noi i napoletani, forse per la prima volta, ascoltano Reginella ‘O sole mio da un’altra prospettiva.

Fossi sindaco per un giorno, cosa faresti per rilanciare la canzone napoletana?

Formazione, anche tra i giovanissimi! Nel nostro repertorio musicale c’è tutto: lingua, poesia, storia, geografia, sociologia, antropologia culturale, politica, economia. E ovviamente i suoni della nostra terra. Se iniziamo a fare questo, anche il Museo della Canzone Napoletana, altro cruccio, sarebbe una conseguenza spontanea. Frutto di una consapevolezza acquisita e non di qualcosa calato dall’alto dal sindaco o dall’assessore di turno!

mimmo matania

Mimmo Matania, cofondatore di Napulitanata